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Agriturismo biodinamico

L’Azienda biodinamica Su Treulu Biu. E il suo agriturismo.

Agriturismo Sa Reina

Ho pensato molto, prima di scrivere questo articolo, cercavo le parole per descrivere questa meravigliosa esperienza. Soprattutto perché scrivere non è il mio mestiere, ma cercherò di trovare le parole per trasmettervi tutta la mia ammirazione per questo progetto di vita.

L’azienda agricola biodinamica Su Treulu Biu si trova a Masainas, nel cuore del Sulcis, terre fertili e il mare a pochi km. Conosco quest’azienda casualmente lo scorso anno, attraverso la locandina di un evento. Mi documento, mi interesso e seguo le loro imprese nella realizzazione del loro agriturismo “Sa Reina”.

Un agriturismo realizzato seguendo i principi della bioedilizia, un progetto tutto sardo a partire dalla sua progettazione, perché sardi sono i Bioingegneri che lo hanno realizzato.

Sarete sorpresi di sapere che le mura di questa struttura provengono dall’azienda stessa. Il grano senatore capelli che coltivano è stato pressato e utilizzato per costruirle mentre l’argilla estratta dalle fondamenta è stata utilizzata per rivestirli. Per realizzare questa struttura non è stato impiegato un solo grammo di cemento. Come mi racconta Samuel le fondamenta sono costituite da delle grosse viti conficcate nel terreno e su queste è stata fissata la struttura di legno.

Quello che fino ad allora avevo sempre letto e che mi sembrava quasi un’utopia era li davanti ai miei occhi, realizzato nel Sulcis da abili menti e mani Sarde. Fantastico.

interno agriturismo

agriturismo
Al nostro arrivo all’agriturismo Su Treulu Biu il sole sta facendo capolino e colpisce le mura di argilla dell’agriturismo sprigionando un arcobaleno di colori meraviglioso. Ci accolgono due bambini, bellissimi e spensierati. Sono i figli di Samuel e Anja. Ci invitano a conoscere il loro cavallo, il nuovo vitellino e tutti i simpatici animali che popolano la loro fattoria. Rimango stupita dal loro atteggiamento per niente intimorito, parlano con gli animali con naturalezza e senza timore.

La loro mamma è tedesca così come la mamma di Samuel, Monika. Chiedo se parlano italiano e tedesco e mi rispondo che parlano “Italiano, Tedesco e un po’ di Sardo” . I bambini sono parte attiva di quest’azienda, non frequentano la scuola dell’obbligo perché vengono istruiti seguendo l’educazione Steineriana. Hanno un’insegnante d’eccezione, la loro nonna Monika. Una donna che non smetterei mai di ascoltare.

 

Su Treulu Biu

Anja è una contadina che partecipa attivamente alla vita dell’azienda ed è una cuoca eccezionale. Nelle sue mani anche la più semplice insalata assume un gusto speciale. Ha un viso dolce e il tono pacato, mentre parlo con lei penso a quante ore di lavoro ha già sulle spalle e sulle mani, eppure il suo tono è sempre calmo, il suo viso rilassato.

La mattina la sveglia suona alle 7, quella di Samuel molto prima, eppure sono le 23 ed entrambi sprigionano un’energia e un entusiasmo che io non ho nemmeno alle 9 del mattino.

La vita di un’azienda che segue la filosofia biodinamica non è aiutata dalle più moderne tecnologie, rifiuta l’utilizzo di prodotti esterni che aiutino la produzione, basandosi su tecniche di coltivazione sostenibili. Si concima con il letame prodotto dagli animali, si segue la rotazione delle culture, si seguono gli influssi lunari e cosmici. Una tecnica culturale che adotta sistemi prodotti dalla natura stessa.

L’azienda è un cuore pulsante, qui svolgono tirocini ragazzi provenienti da tutta l’Europa, si organizzano incontri ed eventi sul tema. Le persone vengono invitate a trascorrere una giornata a contatto con la terra e con gli animali. Diventando parte attiva di questa esperienza di vita.

L’azienda biodinamica Su Treulu Biu insieme ad altre partecipa ad un progetto di coltura dei semi antichi sardi, ho parlato poco di questo progetto e ci saranno di certo altre occasioni per poterlo fare più approfonditamente.

Ma l’azienda è anche un agriturismo appena inaugurato, un’esperienza del gusto diversa dal solito dove finalmente viene dato alle verdure il giusto spazio che meritano. Gli antipasti che ci vengono proposti spaziano dai classici come il pecorino e la salsiccia, ma è davanti alle insalate che tutti facciamo il bis.

Le insalate dell’azienda, di diversa varietà, vengono servite con condimenti semplici e saporiti. Ci sono poi le zucchine in pastelle, squisite. Il primo piatto che ci viene proposto è una crema di cavolfiore con delle patate croccanti a guarnire il piatto. Io adoro questo agriturismo, finalmente posso gustare un’ottima crema di verdure senza dover per forza migrare nel nord Europa. Anche se qualche ristoratore sta ampliando i propri confini verso i primi a base di verdure è sempre difficile trovare chi propone creme o zuppe del giorno con gli ortaggi e le verdure fresche di stagione.

Mentre gustiamo la crema sento un rumore provenire dalla cucina, mi fanno notare che Anja sta tirando la pasta, con la sfogliatrice ma a mano. Mi avvicino e le chiedo se ho capito bene, quello è il nostro prossimo primo piatto? Mi risponde di si. Sta preparando delle tagliatelle fresche che ci servirà con un condimento a base di verdure miste dell’orto. Ottime.

Il secondo piatto che ci propone si discosta nettamente dai soliti proposti negli agriturismo. Un semplice spezzatino di manzo e patate. Il manzo allevato in azienda e le patate dell’orto. Lo gusti e pensi che fino a quel momento hai mangiato plastica o qualcosa che ci si avvicina parecchio. Il dolce è fresco, con le fragole, la panna e lo yogurt.

Le fragole non vengono prodotte in azienda ma Anja mi fa subito notare che vengono coltivate da un contadino del posto. Al termine della cena facciamo due chiacchere.

Chiedo a Samuel quanta terra coltivi,  sono esattamente 29 ettari, 5 di proprietà della sua famiglia e il resto preso in affitto non solo nel comune di Masainas ma anche nei comuni limitrofi. Mi dice che è un bell’impegno perché l’agricoltura biodinamica richiede molta dedizione e cura della terra, che va amata. I contratti durano un anno e bisogna sperare che tutta la fatica venga ripagata potendoli coltivare anche nell’anno seguente.

La domenica è il giorno di riposo, sempre che qualche animale non decida di andare a spasso per i terreni vicini. A dare la sveglia in quel caso ci pensano i campanacci. Nel descrivermi tutte queste esperienze il sorriso non manca mai negli occhi di Anja e Samuel, che sono giovani, anche più di me che di anni ne ho 40. Ascoltandoli penso che se dei ragazzi così giovani hanno la forza e la volontà di impegnarsi in un settore come quello dell’agricoltura e in una pratica impegnativa come la biodinamica allora c’è speranza che i nostri figli possano vivere in un mondo migliore. Io ci credo e nel mio piccolo farò di tutto affinché questo accada.

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