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PANE DI SEMOLA

Il pane con la semola di grano duro: Fragrante e genuino.

PANE CON LA SEMOLA

Non so quale sia il vostro rapporto con il pane ma per me un pasto senza pane non è un pasto completo. Anzi dovrei aggiungere che un pasto accompagnato con del pane mediocre molte volte può anche diventare un pasto rovinato.

Non vi è mai capitato di avvertire questa sensazione? Siete li che gustate il vostro piatto preferito, magari uno di quelli dove poi vi leccate le dita con una scarpetta che lucida tutto il piatto e quando vi portate il pane alla bocca un mix di sapori sgradevoli vi lascia l’amaro in bocca. Che poi è la stessa sensazione che si prova quando addentate un panino farcito con tante stuzzicherie ma il pane mal si combina con il resto degli ingredienti.

A me capitava ormai troppo spesso di trovare in vendita del pane che mi lasciava un certo retrogusto sgradevole in bocca. Delle volte era quasi la sensazione di sentire il sapore di cloro dell’acqua, altre del lievito, altre ancora avvertivo un senso di pesantezza come se avessi mangiato un macigno. Così piano piano ho iniziato a focalizzarmi solo su determinati tipi di pane e ovviamente ho selezionato solo alcuni produttori. L’utilizzo di farine di mediocre qualità insieme ad una lievitazione insufficiente generano un prodotto pessimo per il palato e per la nostra salute, soprattutto per questa.

Spesso spinti dalla ricerca di un pane economico finiamo per acquistarne di indubbia produzione e dopo poche ore sono già immangiabili e duri come la pietra. Questa è un’altra delle pessime esperienze che mi è capitato di vivere. Mentre le varietà di pane prodotti con farine locali e anche con una lievitazione naturale si mantengono freschi e commestibili per più giorni consentendoci di pagare qualche euro in più al chilo ma con la certezza che il giorno seguente non rimbalzino se lanciati contro il muro.

 

PANE CON LA SEMOLA

 

Ho la fortuna di poter fare riferimento su due panificatori artigianali che utilizzano solo farine prodotte da grano sardo, una lievitazione naturale per un prodotto fresco e genuino. Però nel tempo ho anche cercato di produrre il pane in casa, senza cimentarmi per ora in produzioni impegnative come quella del lievito madre. Sono ancora ferma all’utilizzo del lievito di birra ma una lunga lievitazione e l’utilizzo di ottime farine locali mi aiutano ad avere un prodotto sano, fragrante e genuino.

In Sardegna l’utilizzo della farina e della semola di grano duro sono alla base di una varietà infinita di panificazioni. Ogni territorio ha il suo pane e la sua ricetta tipici. Ci sarebbe da scriverne i capitoli di un intero manuale. Io a pochi passi da casa ho la fortuna di poter contare su un agricoltore locale che macina il grano di sua produzione. Vende la farina e le semole ma anche il pane e altri prodotti da forno rigorosamente realizzati con le sue farine. Le pizzette al taglio, quelle dello spuntino di mezza mattina, realizzate con la farina di grano duro sono eccezionali.

Il pane con la semola di grano duro che vi propongo in questa ricetta è un semplice impasto di semola rimacinata di grano duro, acqua, lievito e un cucchiaino di miele. Una lievitazione lenta e ingredienti genuini vi consentiranno di produrre un pane fragrante e gustoso che si manterrà saporito e morbido per più giorni. E quando avrà perso la sua morbidezza sarà ottimo tostato con del fragrante olio extravergine di oliva.

 

 

PANE CON LA SEMOLA DI GRANO DURO


 

COSA CI OCCORRE PER UNA RICETTA COMPLETA

  • 1 kg di semola rimacinata di grano duro
  • 600 g di acqua
  • 20 g di lievito di birra
  • 30 g di sale
  • 1 cucchiaino di miele

 

PROCEDIMENTO

  1. Per preparare il pane con la semola di grano duro iniziate sciogliendo il lievito nell’acqua, deve essere a temperatura ambiente. Aggiungete il miele e mescolate.
  2. Nel boccale della planetaria o dell’impastatrice mescolate la semola insieme al sale.
  3. Iniziate a far lavorare la macchina a velocità 1 e aggiungete gradualmente l’acqua portando la velocità a 3.
  4. Impastate per 10 minuti aumentando la velocità a 4.
  5. Lasciate riposare per 5 minuti e impastate per altri 10 minuti.
  6. Con l’impasto ottenuto formate una palla e lasciate lievitare in un recipiente capiente al buio e ben coperto, magari con una tovaglia più volte ripiegata come faccio io. In inverno non è una cattiva idea tenere l’impasto vicino ad una fonte di calore. Lasciate lievitare fino a che l’impasto non sarà raddoppiato.
  7. Prendete l’impasto così ottenuto e sgonfiatelo delicatamente. Separatelo nelle porzioni desiderate. Io ho realizzato un pane più grande e dei panini più piccoli. Li ho incisi nel mezzo per dargli la forma caratteristica.
  8. Disponete il vostro pane in una teglia che avrete in precedenza foderato con della carta da forno. Lasciate riposare per 30 minuti e nel frattempo preriscaldate il forno a 200°C. Io ho infornato per primo il pane più grande. Ho cotto a 200°C per 20 minuti e abbassato la temperatura a 170°C per altri 10 minuti. I panini più piccoli sono stati in forno alle stesse temperature rispettivamente per 15 minuti iniziali e 5 minuti finali. Il consiglio che vi do sempre è quello di basarvi anche sulle caratteristiche del vostro forno e di controllare la doratura prima di estrarre il pane.

Dopo la cottura del pane più grande ho spento il forno, aperto lo sportello e lasciato che raffreddasse all’interno. Poi dopo circa 1 ora ho proseguito con la cottura dei panini seguendo lo stesso procedimento.

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