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A Cagliari nasce la scuola elfica. La scuola pubblica apre le sue porte ed educa all’aperto.

Il mio chiodo fisso: Educare all’aria aperta

La storia che sto per raccontarvi mi sembra quasi un sogno perché nella mia testa c’è sempre stato un chiodo fisso, quello dell’educazione all’aria aperta. E’ un pensiero che ho sempre avuto anche prima di diventare mamma, quando pensavo che prima o poi lo sarei stata. Ogni volta in cui mi è capitato di leggere ed osservare progetti di Outdoor Education, come avviene in molti paesi del nord Europa, ho pensato che avere a Cagliari una realtà come questa sarebbe stato l’avverarsi di quel sogno.

E’ chiaro che in questo forte desiderio ci abbia messo anche un pò del mio essere bambina. La mia infanzia all’aria aperta è stata fantastica, ma anche gli anni a venire. Sono cresciuta in una famiglia dove la montagna era una ragione di vita e mi ricordo bambina mentre a Pantaleo, località montana del mio paese di origine, andavo lungo il fiume alla ricerca della menta e delle farfalle. Il campeggio, le passeggiate, i racconti e i pranzi in mezzo alla natura. Qualunque fossero le condizioni atmosferiche noi eravamo li.

 

Prima della scuola elfica il nostro errore madornale

Non voglio dilungarmi troppo e voglio lasciare spazio al racconto della maestra Cicci Della Calce, grande promotrice di questo progetto di scuola pubblica all’aperto. Ma è doveroso che io vi racconti come sono venuta a conoscenza di questa meravigliosa realtà. E’ successo a Gennaio mentre eravamo impegnati ad iscrivere Sofia al primo anno di scuola dell’infanzia e della scuola elfica non conoscevamo niente, nemmeno la sua esistenza.

Ci è sembrato normale iscriverla nel paese alle porte di Cagliari in cui risiediamo perché la nostra idea di scuola non esisteva e “tanto una vale l’altra”. E’ successo che però questo nostro ragionamento è andato a cozzare con una realtà ben diversa dal meraviglioso asilo nido in cui Sofia passa parte delle sue giornate da quando aveva 5 mesi. Alcune regole che non potevano venire incontro ad una famiglia dove entrambi i genitori sono lavoratori, una realtà a livello di mensa scolastica che mi lasciava non pochi dubbi.

Avevamo già iscritto Sofia ma è bastato uno sguardo tra me e Ale e l’intesa era totale. Avevamo sbagliato, forse una scuola non vale l’altra e iniziamo a vagliare la possibilità di iscriverla a Cagliari, magari addirittura in una scuola privata. A questo punto c’è stato un momento in ci ho pensato che Facebook può essere davvero un grande mezzo di comunicazione, perché grazie ad un post in cui raccontavo della nostra esperienza tutto è cambiato. Commenta Alessandra, amica mamma conosciuta in ospedale, e mi racconta del progetto della scuola elfica.

La scuola elfica interetnica, il nostro primo incontro

Da quel post su Facebook ci sono voluti pochi giorni perché la maestra promotrice di questo progetto mi accogliesse nella scuola dell’infanzia Satta e pochi secondi per capire che il mio sogno era realtà e che avremmo iscritto Sofia in questa scuola.

La Scuola dell’infanzia Satta non è solo una scuola dove i bambini vengono educati all’aperto, è anche una delle scuole storiche della città di Cagliari che nasce tra i suoi quartieri più antichi e multietnici. Per questo le sue aule sono un arcobaleno di meravigliosi bambini che provengono da tutto il mondo e questo ci ha resi ancora più convinti e soddisfatti per la scelta fatta. Vederli camminare mano per mano mi fa pensare che in questo mondo forse esiste ancora un pò di pace e speranza.

 

 

Maestra Cicci racconta la scuola elfica

Non è il blog che mi rende curiosa, è la mia curiosità che ha dato vita al blog. Avrei chiesto a maestra Cicci di parlarmi della scuola anche se non avessi avuto un contenitore di storie in cui scrivere, perché l’idea che una scuola pubblica possa essere diversa dallo stare ricurvi su un banco per me è davvero qualcosa di magico e unico.

La prima domanda che ho fatto a maestra Cicci è quasi scontata, come è nato il progetto della scuola elfica? Mi racconta del suo desiderio di poter concretizzare la sua idea di educare i bambini non solo all’interno delle aule scolastiche ma anche all’esterno, a contatto con la natura. Il suo desiderio non è solo quello di portare i bambini fuori dalle aule affinché possano essere un tutt’uno con la natura che li circonda ma anche di poterlo fare all’interno della scuola pubblica, un progetto quindi che sia riconosciuto a livello istituzionale e che possa fungere da apri pista anche per altre scuole.

Un progetto certo non facile da realizzare, sia a livello istituzionale ma anche a livello personale. Coinvolgere dirigenti scolastici e colleghi non è un’impresa di poco conto. Non tutti abbiamo affinità con la natura e non tutti crediamo, magari, che educare fuori dalle aule sia necessario e utile. Questo è un aspetto che coinvolge tutti, genitori compresi. Educare i bambini al rispetto dell’ambiente non è un aspetto scontato e me ne rendo conto ogni volta in cui vedo un genitore gettare un pezzo di carta o seppellire un mozzicone di sigaretta davanti al proprio bambino.

 

Un progetto che prende forma

Nel 2017 la proposta di una scuola non più orientata ad un’educazione esclusiva all’interno delle aule scolastiche trova il parere favorevole del Dirigente scolastico e del corpo docente. La scuola dell’infanzia Satta si appresta a diventare pioniera di un nuovo modello educativo dove apprendimento classico ed educazione all’aria aperta andranno di pari passo. Maestra Cicci mi racconta che non è stata poi un’impresa così impossibile perché la scuola Satta ha di per se una grande tradizione di uscite al di fuori delle aule scolastiche.

Da sempre i bambini vivono i quartieri che la circondano e passeggiano per le sue vie, un aspetto questo che avevo notato durante la prima visita alla scuola quando ho visto i bambini uscire per strada tenuti per mano. Abituata al fatto che nemmeno nei paesi di 3000 abitanti le maestre osino tanto, mi sembrava quasi impossibile che lo si facesse in una scuola al centro della città. Ero davvero piacevolmente sorpresa e colpita.

 

La formazione

Il prossimo passo è stato quello della formazione del corpo docente, perché non basta amare la natura e credere di poter educare i bambini anche all’esterno delle aule scolastiche. E’ importante saperlo fare nel migliore dei modi e con un progetto ben definito. Per questo maestra Cicci mi racconta che è stata fondamentale la formazione fatta con l’ Associazione punti di vista e l’ispirazione data dal progetto dell’ asilo nel bosco di Ostia.

Le maestre affrontano uscite all’aria aperta alla scoperta dei parchi cittadini e del mare che circonda la città. Cagliari e il suo circondario offrono davvero tanti spazi in cui poter educare i bambini, stimolarli e renderli rispettosi dell’ambiente che li circonda. Parchi di alto valore naturalistico, aree archeologiche di valore inestimabile e tutto ciò che possa stimolare l’apprendimento e il rispetto per l’ambiente.

Una volta terminata la formazione non resta altro da fare che includere in questa esperienza anche i bambini. I veri protagonisti di questa rivoluzione.

Cos’è la scuola elfica dell’infanzia Satta

E’ una scuola che ha un programma ben definito e di cui vengono resi partecipi i genitori all’inizio dell’anno scolastico. Con un calendario in cui sono previste le uscite elfiche e i luoghi dove verranno realizzate. La partecipazione dei genitori è fondamentale perché in quel giorno non dovranno portare i bambini a scuola ma bensì al mare oppure al parco archeologico. E si esce in tutte le condizioni atmosferiche, senza ovviamente pioggia battente o situazioni particolarmente avverse. Ogni elfetto avrà i suoi stivaletti e la sua giacca anti pioggia d’ordinanza.

Portare avanti un progetto come questo comporta molte responsabilità, da parte del copro docente e del dirigente scolastico. Ma comporta anche il dover lavorare oltre il proprio orario di lavoro. Le ore che eccedono quelle contrattuali non vengono retribuite ma diventano ore da recuperare appena se ne avrà l’occasione. Questo mi fa capire ancora di più quanto sia grande la forza e la tenacia con cui si sta portando avanti questo progetto.

 

L’orto elfico e il contributo dell’Orto Botanico di Cagliari

Quando nasci e cresci in un paese dove tutti hanno una casa di proprietà con un piccolo pezzo di terra da coltivare ti riesce difficile rapportarti con la vita di città, io faccio fatica nonostante gli anni trascorsi fuori da casa siano ormai parecchi. Molti apprezzano questa immensa fortuna solo una volta lontano da casa. Immaginate cosa significhi per un bambino nato e cresciuto in città l’idea di poter affondare le mani nella terra, curarla e veder germogliare e crescere tante verdure.

I bambini della scuola elfica hanno questa immensa fortuna. Grazie al contributo dell’orto Botanico di Cagliari che ha messo a loro disposizione una porzione di terra all’interno dell’ Orto Botanico stesso. Qui i bambini coltivano e curano le verdure più comuni, si occupano della raccolta e della loro rielaborazione dando vita a golosi banchetti a base di verdure davanti a cui crollano anche i più scettici. Insalate variopinte, polpette di spinaci e tutto ciò che di sano la terra può offrire.

 

Settembre non ci fa più paura. E nemmeno chi la pensa diversamente da noi

Saluto maestra Cicci con la convinzione che mai scelta fu più giusta ma soprattutto con una sensazione di grande serenità. Ho vissuto questi 2 anni di nido scacciando dalla mia mente il momento in cui avrei dovuto accompagnare Sofia davanti al portone della scuola per l’infanzia. Le giornate di orientamento a cui abbiamo preso parte io e Ale mi hanno catapultato in una dimensione peggiore di quella che immaginavo.

Spazi all’aperto ridotti al minimo, perché educare all’interno delle aule scolastiche è la regola e non l’eccezione. A gennaio l’erba alta non mi faceva distinguere un’altalena da uno scivolo “perché i bambini escono all’esterno dalla primavera in poi” e a me venivano i brividi pensando ai bambini del nord Europa o dell’Alto Adige, e non erano brividi di freddo. Considerando il clima mite della Sardegna portare i bambini fuori in ogni stagione dovrebbe essere la regola e non l’eccezione.

Non giudico i genitori che rimangono convinti del fatto che stare dentro casa o dentro un’aula renda i propri figli migliori o più sani. Sono generalmente poco interessata alle scelte altrui. Ho ricevuto invece sguardi di disappunto e ascoltato battutine infelici con varie sfumature quando ho detto che scuola avrebbe frequentato Sofia. Sguardi e battute che si dissolvevano quando veniva fuori il fatto che trattandosi di una scuola pubblica non pagavamo una retta salata. Retta che avremo pagato più che volentieri, in ogni caso. A dimostrazione che troppo spesso ciò che conta per gli altri non è chi sei, cosa pensi e che ideali hai. Conta se puoi permetterti l’educazione che in ogni caso, a loro, non interesserebbe mai.

4 thoughts on “A Cagliari nasce la scuola elfica. La scuola pubblica apre le sue porte ed educa all’aperto.

  1. A Dolianova è una realtá che esiste da 4 anni, la scuola dell infanzia comunale ha dato vita alla Scuola nel Bosco, a cui pian piano hanno aderito altre sezioni, per estendersi ad alcune classi della primaria. I bambini svolgono la lezione sul monte Arrubbiu di Soleminis, un’esperienza unica. Buona scuola elfica a tutti 😊

  2. condivido in tutto la tua visione di una scuola che vada oltre il banco e la sedia..che si tratti delle attività da fare coi più piccoli, alle uscite in giardino e alle attività all’aperto.
    come mamma ho girato e scelto per trovare un nido che si avvicinasse alla mia visione qui in Repubblica dominicana, con tutta la fatica del caso. E farò lo stesso per la materna.
    Da ex responsabile di un nido però ti dico che spesso, ahimè, le limitazioni vengono proprio dai genitori…

    1. Ah lo so bene Flavia. Lo vedo già al nido dove ci sono genitori che chiedono alle educatrici di non portare i figli all’esterno, nemmeno con la bella stagione.

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