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Il mio menù tipico sardo per “l’artigianato è in tavola”

Il mio menù tipico sardo per “l’artigianato è in tavola”

Il contest – “l’artigianato è in tavola”

Ho stampato una cartina della Sardegna e poi ho aggiunto tutti i paesi che mancavano all’appello del contest L’Artigianato è in tavola” promosso da Confartigianato Sardegna. L’ho fatto perché avevo bisogno di dare una collocazione precisa a tutti i prodotti dell’artigianato alimentare e artistico che fanno parte di questo progetto, e il colpo d’occhio è stato strepitoso.

“Confartigianato Sassari e Gallura” ha promosso questo contest con lo scopo di far emergere sui social le eccellenze dell’artigianato alimentare e tessile del nord Sardegna. Lo ha fatto affidando la promozione e il racconto di 24 aziende a 8 blogger di cui – con molta fierezza – anch’io faccio parte. Un progetto che mi appassiona e mi sta molto a cuore perché credo fortemente nel potere delle immagini e del Visual storytelling per raccontare l’artigianato in tutte le sue espressioni.

C’è un’area del nord Sardegna dove sembra che il tempo si sia fermato. Dove ci sono imprese artigiane – molte delle quali condotte da giovani capaci e tenaci – che con un immenso lavoro fisico e manuale ogni giorno si impegnano per realizzare prodotti alimentati di qualità lavorati come nelle più antiche tradizioni. Persone che spesso vedono il sorgere del sole e il tramonto nei campi oppure con gli animali al pascolo. E cosa dire degli artigiani tessili e della ceramica che in uno stile spesso anche innovativo danno vita a manufatti che parlano di antiche tradizioni che nell’isola si tramandano da generazioni.

Le aziende protagoniste del mio menù sardo

Una delle prove del contest prevedeva la creazione di un menù sardo con una ricetta originale. Devo essere sincera nel dire che non è stato facile scegliere e creare un menù così speciale ma alla fine non ho dovuto fare altro che seguire quelle che sono le mie naturali inclinazioni a tavola. Salumi e formaggi, sott’oli, prodotti tipici e pasta tipica fresca accompagnati da un ottimo pane tradizionale e un buon bicchiere di vino nero. Come nella più classica tradizione sarda.

Antipasto:

Ho scelto di realizzare un tagliere di prodotti delle aziende salumificio artigianale Pilu di Bottidda e salumificio sandalia  di Alghero. Queste due aziende producono due varietà di guanciale sardo con un profumo e un sapore strepitoso. Ottimi consumati come antipasto – con una bella fetta di pane di grano sardo o spianata – oppure per preparare gustosi sughi accompagnati da pomodori freschi e basilico.

I formaggi sono delle aziende Piras Cabigliera e Zidda. L’azienda Piras produce i suoi formaggi ad Ozieri con latte di soli allevamenti sardi, in modo naturale e senza additivi aggiunti. Il formaggio che ho avuto modo di gustare è il “Greviera”, un formaggio di latte di vacca degli allevamenti al pascolo del Logudoro. La storia di questo formaggio inizia nella metà dell’800 quando viene importato dalla Svizzera, insieme ai bovini di razza Bruno-Alpina.

Anche l’azienda Cabigliera e Zidda produce i propri formaggi ad Ozieri e vanta una storia antica di 4 generazioni. Il loro formaggio è il pecorino semi-stagionato Santu Juanneddu. Se siete amanti del pecorino semi-stagionato come me non potete non amarlo. Nella loro pagina si descrivono così.

“Quello che prima mio nonno, e poi mio padre, hanno preservato nel tempo sono gli strumenti utilizzati e la tecnica di lavorazione a latte crudo. Questo ci consente, ancora oggi, di mantenere immutata la biodiversità della microflora presente nel latte conservando così le caratteristiche organolettiche e nutritive che donano ai nostri formaggi  gli aromi e i profumi delle essenze dei nostri pascoli”

In ogni antipasto sardo che si rispetti non possono mancare i prodotti sott’olio e soprattutto i carciofi. Quelli che vi presento sono dell’azienda Pintadu  di Tula. Un’azienda creata nel 2004 da un giovane ragazza, Maria Caterina, il cui obiettivo era quello di salvaguardare e rivalutare i prodotti tipici come ad esempio i cardi e gli asparagi selvatici. È riuscita nel suo obiettivo utilizzando alimenti naturali e garantendo una conservazione priva di additivi conservanti.

Al mio antipasto ho aggiunto anche Sa panada, piatto tipico della tradizione gastronomica sarda. Quelle del mio menù sono del pastificio Sa Panada di Oschiri. Sa Panada è un tortino di pasta ripieno che, ad Oschiri, viene riempito con carne di maiale ma che il pastificio Sa Panada ha saputo reinterpretare magnificamente utilizzando anche verdure come carciofi, patate e tutto ciò che la terra può offrire.

Il pane è quello che più rappresenta la tradizione del comune di Ozieri, la spianata. Viene prodotta da l’antico forno di Paolo Becciu e la sua storia è una storia di passione e rivincita perché per lunghi anni questo antico forno di proprietà del comune è rimasto chiuso e spento. Spento fino ad un anno fa quando Paolo Becciu ha ripreso in mano l’attività e ha riavviato la produzione di questo pane che è impossibile non apprezzare visto l’utilizzo diversificato che se ne può fare.

Il vino “Sass’Antico” è un Cagnulari IGT isola dei nuraghi e viene prodotto nella tenuta l’Ariosa di Usini. Dietro questi vigneti autoctoni che crescono in una zona incontaminata e dove la vendemmia avviene solo manualmente con una cura rigorosa c’è la famiglia Rau. Azienda nata nel 1926 e dedita alla produzione di distillati di qualità che con questa cantina si dedica alla produzione di vini speciali e di qualità.

Con la semola del Molino Galleu ho preparato su “pani con tamatiga”. In un precedente blog post lo descrivo così:

“È un pane farcito con i pomodori maturi tipico della zona del Sulcis-Iglesiente anche se viene realizzato in diverse zone della Sardegna, dove assume nomi differenti. Per la sua preparazione si utilizzano prodotti genuini e semplici. La semola – i pomodori maturi – l’olio extravergine di oliva – l’aglio e il basilico fresco”

Il Molino Galleu utilizza solo grano sardo, genuino e di qualità.

 Il primo piatto:

Ho preparato dei Culurgiones del laboratorio di pasta fresca “Sa omo de sos culurgiones” di Sassari conditi con un sugo fresco di pomodorini datterini, guanciale salumificio artigianale Pilu e un’abbondante spolverata di Greviera formaggi Piras.

Vi avevo raccontato la storia dei Culurgiones Ogliastrini in un precedente blog post. Questi sono prodotti dal pastificio della signora Angela Uda e la sua famiglia, originaria di Nule, è stata la prima a produrli e a proporli in vendita nel proprio pastificio di Sassari ormai 30 anni fa. Sono una meraviglia per gli occhi, con la loro classica forma a “spighetta”, e per il palato.

Per presentare questo piatto ho utilizzato le splendide ceramiche di Mercedes Enne – MemaCeramicArt di Olbia che nel descrivere il suo stile si racconta così:

“La mia ricerca stilistica nel corso del tempo, si è sempre focalizzata su linee semplici e pulite. Le mie forme si contraddistinguono per la loro semplicità e per la loro estrema leggerezza”

E non poteva mancare un tessuto artigianale sardo, con la sua trama e i suoi motivi inconfondibili, realizzato dall’azienda Tessilbono di Bono. Tessilbono è un’azienda a conduzione familiare che lavora da 50 anni per offrire prodotti interamente realizzati a mano nel rispetto della tradizione tessile sarda con rivisitazioni moderne create nel rispetto delle esigenze dei propri clienti.

Il dolce:

Per il dolce di questo menù ho immaginato un cesto in cui adagiare un contenitore colmo di dolci tipici e il tradizionale liquore di mirto, questa volta bianco. Il cestino è realizzato dall’azienda DecoLab di Sorso che si descrive cosi:

“I nostri cesti vengono realizzati con materiali naturali, e abilità artigianali. Le antiche tecniche dell’intreccio vengono però riproposte utilizzando metodi sartoriali, in modo da soddisfare sia gusti tradizionali che moderni. Inoltre, per venire incontro ad ogni esigenza di utilizzo, ne realizziamo di diverse forme e dimensioni, anche personalizzabili. Alla cesteria classica abbiamo affiancato per primi, vanto della nostra produzione, l’esclusiva e ricercata linea con legno, arricchito con decorazioni pittoriche e incisioni laser, fondendo i tre principali settori nei quali opera la nostra azienda”

Al suo interno i dolci tipici sardi della pasticceria artigiana Il Giglio di Sennori. Un’azienda che ha saputo sapientemente mescolare tradizione e innovazione. Tra i miei dolci preferiti in assoluto ci sono le Copulettas con sapa. La sapa è uno sciroppo d’uva che si ottiene dal mosto appena pronto di uva rossa dopo una prolungata bollitura in un caldaio di rame, a fuoco basso. L’involucro è una sottile pasta croccante che rende questo dolce assolutamente sublime.

I cioccolatini assortiti ripieni della pasticceria Vanali di Sassari al gusto di liquore di mirto, corbezzolo o limoncello. Da mangiare uno dietro l’altro in un solo boccone. Il pandolce ripieno di crema di nocciole del pastificio Sa panada.

I Sospiri dell’azienda Tre Janas di Sassari, tra i miei dolcetti sardi preferiti.

“Deliziosi dolcetti di morbida pasta di mandorla e miele, ricoperti da una leggera glassa di zucchero.

Tutto quello che si sa dei Sospiri è circondato da un alone di romanticismo.

A cominciare dal nome, Sospiro, che si riferisce alla lievità dell’impasto, alla delicatezza del gesto con cui le mandorle e lo zucchero vengono mescolate al miele.

La loro forma è sinuosa e aggraziata, la consistenza delicata come il loro profumo di scorza d’arancia e l’aspetto gentile, come la glassa bianca che li ricopre.

Originariamente questi dolci di grande qualità e raffinatezza venivano riservati alle grandi occasioni, soprattutto nei battesimi, dove venivano serviti accompagnati dai tipici liquori locali”

E per accompagnare queste delizie una crema davvero speciale come quella di mirto bianco prodotta dall’azienda Nettare di Sardegna di Olbia.

“Produciamo liquori e creme di liquore utilizzando solo prodotti biologici da noi raccolti. Cerchiamo di offrire la massima qualità, che deriva da un prodotto artigianale fatto con cura e dedizione, cercando di valorizzare tutta l’esperienza sugli antichi saperi.”

Per decorare questo cestino così ricco e prelibato una tovaglietta dell’azienda Sarda Tessitura che vede la sua nascita nel paese di Samugheo e che oggi si occupa, attraverso il suo laboratorio di Olbia, di produrre e vendere tessuti per l’arredamento che si adattano a tutti gli ambienti nel rispetto degli elementi decorativi tradizionali.

Le aziende protagoniste del contest “L’Artigianato è in tavola

Il Pastificio “Tia Isa” – Pattada

“Da quarant’anni produciamo pasta.

La nostra “ricetta” si basa su pochi, semplici, elementi:
materie prime selezionate, acqua di montagna e tanta passione!
La nostra filosofia è semplice:
Produciamo la pasta fresca;
Utilizziamo l’unico conservante naturale: Il freddo;
Creiamo un prodotto fruibile e buono da gustare”

Pastificio Trigale-F.lli pinna  – Sorso

‘’Trigale’’, aggettivo sardo-logudorese che significa ‘’fecondo di grano’’, intendiamo sottolineare che la nostra produzione non è solo feconda di grano ma di grano esclusivamente Sardo, grano della nostra Isola, grano delle nostre Contrade incontaminate e selvagge…”

“L’acqua, nella produzione, riveste un ruolo importantissimo per questo abbiamo scelto di usufruire come approvvigionamento idrico della limpida sorgente granitica della Gallura di Sardegna”

contest l'artigianato è in tavola

NuragheCantina Nuraghe Crabioni  – Sorso

“La Cantina unisce le risorse tipiche del territorio, naturali e umane, tradizionali della produzione millenaria con la moderna tecnologia di lavorazione, conservazione e imbottigliamento. Tonino è orgoglioso di tutto ciò ed è fiero che anche dal punto di vista ambientale Nuraghe Crabioni sia all’avanguardia e il fabbisogno energetico sia garantito da un impianto fotovoltaico di ultima generazione.

Quell’ambiente che Tonino ama tanto merita di essere tutelato e preservato. Ora e in futuro”

Birrificio Dolmen – Uri

“Dolmen nasce nel 2005 in Sardegna. Da allora produciamo le nostre birre in un piccolo centro nel nord dell’isola, in un laboratorio che è insieme moderno e artigianale.
Seguiamo scrupolosamente le antiche tradizioni birraie, curiamo ogni dettaglio. Scegliendo gli ingredienti e le lavorazioni migliori,cerchiamo l’emozione di un sapore semplice eautentico. Usiamo solo acqua purissima, malti d’orzo selezionati con cura, luppoli e lieviti di prima qualità.
Non aggiungiamo anidride carbonica, né conservanti o antiossidanti. Così ogni nostra birra può esprimere le sue qualità, creare naturalmente il perfetto equilibrio tra la schiuma, la struttura, fra l’amaro e gli intensi profumi dei luppoli. Tutte le nostre birre sono totalmente sincere: non filtrate, non pastorizzate ma rifermentate in bottiglia o in fusti.
È una scelta di autenticità: vogliamo trasmettere profumi, aromi e sensazioni della terra sarda”

Sale iodato Giuseppe Macciocu  – Sassari

Produce svariate varietà di sale lavorando esclusivamente sale marino della Sardegna. Tra tutti i suoi prodotti spiccano “Gli aromatici” miscele di Sale di Sardegna con erbe e spezie rigorosamente selezionate.

Ceramiche Varalto – Olbia

“La manifattura Ceramiche Varalto, è nata nel ’75 dall’artista Varalto (Salvatore Varrucciu), producendo artigianalmente maioliche e complementi d’arredo in ceramica, secondo la tradizione sarda, nel laboratorio di Olbia.
Oggi l’attività produttiva artigianale (vasi, bottiglie, servizi da thè e caffè, piatti, bicchieri, brocche, centrotavola, lampade, vassoi, portagioie, oggetti da studio) dopo anni di inattività, è stata riavviata dal figlio Stefano con la moglie Luana, nel laboratorio/negozio situato a pochi km da Olbia…..
L’eleganza delle forme e la scelta della cromia di colori, richiamano le sfumature delle acque cristalline della Costa Smeralda e i colori della macchia mediterranea della Sardegna”
Pastificio a conduzione familiare specializzato nella produzione di paste alimentari tipiche della Sardegna. Materie prime genuine e garantite, il rispetto rigoroso delle ricette tradizionali tramandate da generazioni, la preparazione delle nostre maestranze e l’utilizzo di macchinari moderni consentono al nostro pastificio di produrre tutto ciò che rappresenta l’antica tradizione sarda.

La mia ricetta per il contest “l’Artigianato è in tavola”

 

CULURGIONES CON GUANCIALE E GREVIERA 


 

COSA CI OCCORRE PER UNA RICETTA COMPLETA

 

  • Culurgiones Sa omo e sos Culurgiones
  • Guanciale salumificio Pilu
  • Greviera formaggi Piras
  • Pomodori datterini
  • Olio extravergine di oliva
  • Cipolla
  • Basilico
  • Sale q.b

 

PROCEDIMENTO


 

  1. Per preparare i Culurgiones con guanciale e greviera iniziate tritando la cipolla e dividendo in due i pomodorini datterini. Mettete da parte.
  2. Eliminate la cotenna dal guanciale. Tagliate delle fettine spesse circa 1 cm e riducetele a cubetti.
  3. In una casseruola larga versate l’olioextravergine di oliva e le cipolle. Quando inizieranno a dorarsi, dopo qualche minuto, aggiungete anche il guanciale. Aspettate qualche minuto, versate i pomodori datterini e aggiungete le foglie di basilico fresco. Cuocete per 6-7 minuti circa e regolate di sale se necessario perché la pancetta è già salata come da tradizione. Tenete da parte.
  4. Mettete a bollire l’acqua per la cottura dei culurgiones, aggiungete il sale quando inizia l’abolizione. Versate delicatamente i vostri culurgiones e cuocete fino a che non li vedrete salire in superficie – dopo varie prove questa è quella che mi garantisce di non scolarci crudi o stracotti.
  5. Disponeteli in una pirofila o in un piatto da portata ampio e conditeli con il sugo di guanciale. Sopra distribuite abbondante Greviera grattugiata grossolanamente. Consumate quando sono ancora caldi.

contest l'artigianato è in tavola

 


 

Post realizzato in collaborazione con:

L’artigianato è in tavola  @lartigianatoèintavola

Camera di commercio di Sassari

Confartigianato Sardegna  @Confartigianatosardegna

Associazione italiana Food Blogger @instaifb

Robadanatti.com @robadanatti

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